Stornelli d'esilio

Articoli, scritti, inchieste, reportage (di Irene Amodei)

Era una notte che pioveva…

Pretendiamo una medaglia. Un premio, un riconoscimento, un gagliardetto, fate voi. Potremmo persino accontentarci di un vitalizio di crocchette, o di confezioni mensili di biscotti farciti al midollo. «Il tuo cane è bravo, non fosse che a volte c’ha le paturnie», ha detto l’addestratore l’ultima volta, durante un ripasso della semplice sequenza «seduto», «nanna-giù», «fermo», «vieni qui», «andiamo», «dietro», «destra», «sinistra», «salto», «torna», «piede» e ri-«seduto». Premesso che le paturnie di Oliver si chiamano essenzialmente Margot (lupa, giovane, pelo lucido, sguardo am-maliatore, giro vita snello e scodinzolamento provocante) avete, voi comuni mortali, la minima idea di cosa vuol dire seguire un corso di obbedienza per cani in novembre? Il campetto erboso del centro si è trasformato, nel giro di qualche settimana, in una putridissima e melmosa palude che i monsoni degli ultimi giorni stanno allargando a vista d’occhio. Noi, cani e padroni, ci sentiamo come reclute al Car, un po’ Platoon, un po’ Dottor Zivago, e tra un esercizio e l’altro, manca poco che intoniamo «Era una notte che pioveva e che tirava un forte vento, immaginatevi che grande tormento per un alpino….». Sta di fatto che mi sono venuti i geloni ai piedi e dopo il consueto sabato di fatiche autoinflitte, di regola torno a casa in un tale stato di prostrazione che, mentre mi spalmo le estremità con una crema all’olio di fegato di merluzzo, il mio fidanzato mi guarda e dice: «Quanto è già che hai pagato per frequentare ‘sto corso? Ma non potevi andarci d’estate?». Costanza, perserveranza, rapidità di riflessi, rigore, disciplina… recito tra me e me, come un mantra. E non è il codice d’onore dei marines, ma l’identikit del buon educatore che la scuola ha provveduto a fornire ad ogni iscritto. La sera dell’incontro con il nutrizionista, però, tutti noi, futuri cadetti del «bon ton a quattro zampe» siamo stati costretti a rinfoderare lo spadino e a metter giù la maschera. Soprattutto quando l’esperto di alimentazione ha insistito per vietare al proprietario di una boxer di grattuggiarle il parmigliano sulla pappa ogni sera, obbligando una signora a eliminare del tutto dalla dieta della cagnetta Greta ragù, ricotta e spinaci. Banditi pure, tra lo stupore generale, fusilli al tonno, broccoli e crêpe susette. Il grembiule, a quanto pare, ci garba più della mimetica

Scritto da Irene

il 25 novembre 2003 alle 10:03 pm

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