in Diario dal Mozambico

Fucili di lattice

La Escola Pratica de Artilharia Terrestre si sporge curiosa sulla Baia di Maputo e alla luce calda del tramonto sembra quasi un lodge di lusso. Peccato per i muri scrostati, i vetri rotti, le stanze luride, le brande da quarta classe. L’atmosfera è quella sonnecchiosa di un esercito in libera uscita: cani che vagano per il campo, pulcini che pigolano, una radio che scricchiola qualcosa che potrebbe essere musica. I soldati sono in piedi, all’ombra, mentre l’ufficiale, impettito, urla comandi e istruzioni. Dappertutto vecchi cannoni dall’aria dimessa fissano l’erba annoiati.

L’incontro inizia puntuale alle cinque e mezza. Nel grande capanno arrivano alla spicciolata un centinaio di ragazzi poco più che ventenni. Si siedono per terra, hanno l’aria seria e lo sguardo vuoto, portano gli anfibi e il basco bordeaux con il nastrino rosso che penzola da un lato. Gli animatori della serata, gli stessi del campo da calcio di Guaxene, partono in quarta, con la convinzione di sempre. Il tam-tam del batuque accompagna una danza-simbolica che descrive l’attacco del virus HIV/SIDA. Dopo una lenta agonia, sempre più impediti nei movimenti, i ballerini cadono a terra, morti. Non è previsto lietofine.

Seguono, a ritmo serrato, canti, mimi, filmati proiettati su un grande schermo appeso al soffitto. Nella serata è stato coinvolto pure Eduardo Garavata del celebre teatro Gungu di Maputo. Con il faccione tondo incorniciato in una perfetta uniforme, l’attore recita con sapienza una scenetta da soldato Schweitz che riproduce la storia di tutti, qui: la leva nell’esercito, le libere uscite, le feste e i rapporti occasionali, il contagio, il ritorno a casa, la vita che deve e può andare avanti lo stesso. In fondo è proprio questo il senso: prevenzione, contagio, cura.

Il dibattito parte in sordina, ma si anima in fretta. Evidentemente ha colto nel segno. Il linguaggio è come deve essere, schietto, tecnico, senza infingimenti. I soldati chiedono, provano a rispondere, sbagliano, precisano, ridono; i ragazzi spiegano, ripetono, riflettono, chiariscono i dettagli anche minimi, incalzano, chiedono ancora. E’ chiaro? Cosa pensate? Come fate di solito? I rischi del sesso orale, i baci impetuosi, le lamette del barbiere, le trasfusioni, il preservativo femminile. Come, dove, quando, perché. La distribuzione a cascata dei profilattici Jeito riscuote un enorme successo, scalda i cuori e rilassa gli animi. Le ragazze dell’associazione invitano i soldati a ballare. L’intesa è forte, palpabile, come la percezione che, dai-e-dai, forse, questa volta, qualcuno ha davvero capito.

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