in Vivere altrove

Vivere altrove… Medicine senza frontiere

viverealtrove_20060119.jpg«Della Tascipirìn, per favore!». Parigi, Gare de Lyon. Quaranta di febbre. La richiesta non fa una piega: se l’aspirina è aspirin, si sarà detto Jacopo, la Tachipirina sarà ben Tascipirìn. A quanto pare, no. Troppo facile. I nomi dei farmaci cambiano, quando varchi i confini nazionali, e tocca farsene una ragione.

Io, per esempio, l’ho scoperto quando ho cercato di spiegare a un farmacista ginevrino che avrei tanto voluto una crema per i geloni. In italiano il rimedio infallibile – chiedetelo a un qualunque venditore del mercato di Piazza Madama – si chiama Dermovitamina ed è a base di olio di fegato di merluzzo. Dunque io entro e chiedo, ovviamente, della Dermovitamìn. Sguardo perplesso. Ma sì, guardi, quella crema che si usa per i gonfiori… in caso di problemi di circolazione ai piedi… sa, quando si sta tanto al freddo… o si lavora al mercato… A base di… merluzzo… fegato… Sono tornata a casa con un tubetto di olio per gli eritemi solari e mi sono fatta spedire la crema dall’Italia. Poi, dopo qualche mese, ho capito il trucco. La chiave è conoscere il principio attivo. Tu entri e domandi all’uomo in camice del propifenazòn, dell’ibuprofèn. Molti torinesi all’estero, dopo la prima influenza, hanno deciso di prendersi un master in chimica farmaceutica.

Alcuni però sono finiti in Africa o in America, e lì il master non ti serve a niente. In America sarebbe più utile una cartina, dato che le farmacie sono dei giganteschi ipermercati nei quali giri con il carrello buttando dentro tutto ciò che ti passa per la mente, dalla pomata per le emorroidi ai tutori per le distorsioni, agli anti-infiammatori al bubble gum che pare inducano assuefazione. Nel continente nero, invece, esistono due medicine in croce, il paracetamolo e l’amoxicillina, con cui si cura qualunque disturbo. E se per caso sei un naturopata spinto e hai finito le goccine omeopatiche per la malaria comprate alla Gran Madre, la medicina tradizionale ti offre corazze di armadillo, zampe di avvoltoio essiccate, teste di scimmia, piume, collanine di vertebre di chissà che bestia, radici, tuberi, oli essenziali blu cobalto, peli e semi. L’effetto è più o meno lo stesso. Bidibi-bodibi-bù.

Pubblicato su «La Stampa-Torinosette», 23 marzo 2007

Scrivi un commento

Commento

  1. Un ottimo modo per comprare i generici e pagare di meno

  2. Nel continente nero, invece, esistono due medicine in croce, il paracetamolo e l’amoxicillina?

  3. In genere questo ti danno. Inoltre c’è la variante: con gesso o senza gesso, in caso di traumi. Mai stata ricoverata in terra africana?