in Vivere altrove

Vivere altrove… Pendolari volanti (I)

viverealtrove_20060119.jpgA contarli sono più di quanti ci si immagina. Sono i pendolari volanti, che vivono all’estero durante la settimana e rientrano in Italia il venerdì sera, per restarci fino alla domenica pomeriggio. E questo per undici mesi all’anno. Altro che Torino-Milano con l’Intercity delle 6 e 50 e l’interregionale delle 18 e 30. Con tutto il rispetto.
Già, perché se il pendolarismo-pendolante verso la madrepatria è un denominatore comune a tutti coloro che lavorano e vivono all’estero, sono loro, i pendolari volanti, emigranti part-time, i veri maestri jedi, i super-pippo della trans-frontalità. E dell’attesa. Di una telefonata, di una coincidenza, della settimanale cena in famiglia.

I pendolari volanti danno del tu agli aeroporti, riconoscono ad occhi chiusi il motore della navetta Caselle-Porta Nuova, hanno in tasca il numero di cellulare del signor O´Leary, sulle guance un colorito perfettamente intonato all’uniforme delle hostess e nella giacca almeno una decina di tessere Millemiglia, una per ogni sky-team esistente sul pianeta.

Un poeta sconosciuto ha scritto di loro: “Già prima di partire/cominciano a ritornare,/e ogni volta che tornano/si preparano per la partenza”.
La vita li costringe a macinare chilometri in scatole pressurizzate a diecimila metri di altitudine, otto volte al mese. Il mondo sotto i piedi. Attraverso il finestrino.
Inutile dire che per sopravvivere a questa eterna trasferta o sono scaltri come un personaggio di Le Carré o lo diventano, per una questione di sopravvivenza. E così, la quarta volta che l’omino del controllo antiterroristico butta via la loro schiuma da barba perché supera i 100ml, si arrendono all’evidenza del doppio-beauty. Che poi è solo la punta dell’iceberg. Sotto la superficie ci sono una doppia casa, una doppia signora delle pulizie, una doppia carta SIM, un doppio, a volte triplo, mazzo di chiavi. L’unica cosa pesante di un bagaglio a mano che si assottiglia ogni mese di più.

Pubblicato su “La Stampa“, venerdì 5 ottobre 2007

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Commento

  1. Papà ha comprato apposta TorinoSette, e ha portato il tuo articolo in quella terra a cavallo tra Fiandre e Francia dove spenderà le prossime settimane … ben scritto

    Mario

    PS. letto sul sito di Fabio il tuo commento sulle primarie – vado a votare e porto anche il voto tuo e di Marco