in Vivere altrove

L’incredulità e lo sconcerto per la totale mancanza di elasticità

Flo è la moglie, barese, riccia e bruna, di un danese, liscio e biondo. È inoltre madre di due figli, nonché un brillante avvocato specializzato in diritto europeo. Malgrado ciò – mi riferisco al fatto di essere riccia, bruna, sposata con un danese, madre di due figli e brillante avvocato – abbiamo molto in comune. Non ultimo, il fatto di vivere, da qualche anno, in Svizzera. Entrambe abbiamo deciso di raccontare per iscritto la nostra vita altrove, ed entrambe, ove possibile, abbiamo cercato di riderne. In effetti, è proprio così che l’ho conosciuta. Ridendo. Ovvero, leggendo il libro, esilarante e spassoso, che ha dedicato al suo trasloco da Bruxelles, alla sua ricerca di una nuova casa, di un nuovo lavoro, di una scuola per i figli, di nuovi vicini e amici. In poco meno di 200 pagine, ho scoperto che per una barese adattarsi alla Svizzera e alle sue regole può rivelarsi più arduo che per chiunque altro. Di certo più arduo che per una piemontese.

L’incredulità e lo sconcerto per la totale mancanza di elasticità che fa della Confederazione elvetica quello che è, nel bene come nel male, hanno perseguitato Flo per anni, rischiando di prendere il sopravvento in molteplici occasioni. Come quando ha scoperto, a sue spese, che esistono condomini in cui è vietato tirare lo sciacquone del water tra le 10 di sera e le 6 e 30 del mattino (e gli attacchi di dissenteria non rappresentano un’eccezione). O quando il preside della scuola di suo figlio non ha concesso al bambino di sei anni l’autorizzazione ad assentarsi dalle lezioni per partecipare a un funerale in Italia. In Svizzera, racconta Flo, i presidi riportano infatti direttamente ai Prefetti e se a qualcuno capita di saltare scuola senza che il motivo sia strettamente medico o di arrivare in ritardo, i genitori vengono multati con ammende che arrivano fino a 2000 franchi. Roba da far finire sul lastrico una famiglia italiana su due.

Flo inciampa nei rigidi regolamenti, nelle assurde consuetudini e nelle ferree legislazioni del suo paese d’adozione, ma non si arrende. Mai. E, per fortuna, continua a sorridere.

Pubblicato su “La Stampa” il 27/11/2008.

Scrivi un commento

Commento

  1. Ciao!
    Ho letto il pezzo su La Stampa.
    Io e la mia ragazza siamo da poco “scappati” dal Belpaese senza lavoro da offrirci. Viviamo e lavoriamo in Svizzera da alcuni mesi e vorremmo leggere il libro di Flo. Come si intitola e qual é la casa editrice?

    Gabriele

  2. Ciao e benvenuti.

    Il libro si chiama “Paradise (apparently)” e l’autrice e’ Flo Regina. Lo trovate da Coop, Payot e a volte da Fnac.