in Vivere altrove

Solo tu e un sistema che si fida di te

Un sabato assolato di fine settembre. Per il classico spesone settimanale diserto consapevolmente l’ipermercato zonale e il consueto mercato di Ferney-Voltaire – detto in famiglia «la gioielleria» dato che non si trova nulla sotto i 3 euro e mezzo al chilo (addio per sempre cari vecchi tempi di Porta Palazzo), mi affido ai consigli di alcuni amici, e finisco a Meyrin. Periferia di Ginevra. Che è un po’ come dire aperta campagna, solo che c’è l’aeroporto. La Feuillasse è una grande fattoria che vende al dettaglio. Ci trovi solo frutta e verdura di stagione, – nel mio caso more e lamponi, nei prossimi mesi, facilmente, solo zucche, rape, cavoli, patate e mele. Quando arrivi i proprietari ti danno un cestino e ti invitano a passare direttamente nei filari per servirti. Le istruzioni sono scritte in francese, inglese e, verosimilmente, polacco. Tutto ciò che riesci a mangiare è gratis. Tutto ciò che raccogli lo pesi e lo paghi ripresentandoti alla cassa. Nella più completa autogestione e assenza di controlli.

Esistono altri posti simili. A Les Artichauts, nel bel mezzo del parco Beaulieu, a Ginevra, sei persone in salopette e camicia a scacchi gestiscono una cooperativa di vendita diretta e libero servizio. Insalata, carote, patate, cetrioli, e, ovviamente, carciofi, rape, pomodori, fagiolini. Poi un reparto di erbe aromatiche e sementi locali. Nel bel mezzo del centro cittadino. Dal produttore al consumatore. Prodotti biologici e a chilometro zero. Ma, in più, – della serie: tutto è perfettibile – libero servizio. Nel senso che ci puoi andare a qualsiasi ora. Entri, ti servi, consulti il tabellone con i prezzi, – sempre trilingue – pesi e lasci i soldi dentro una cassetta della posta.

L’esperienza è a dir poco esaltante. Non raccoglievo niente dai tempi in cui i miei mi portavano a vendemmiare e cantavamo Se ben che siamo donne. Non che io sia poi particolarmente dotata nel riconoscere i frutti più maturi della terra. L’ebbrezza viene dalla completa libertà che ti è concessa. Niente telecamere, niente casse o cassiere, niente. Solo tu e un sistema che si fida di te. Pare incredibile.

Pubblicato su “La Stampa” il 29/10/2010.

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Commento

  1. Ciao Irene, sono contenta di aver potuto partecipare indirettamente a questa gioai di raccogliere libremente le verdure. Io adoro farlo.
    J’aime beaucoup ton style !
    Merci
    Bon week-end
    Bisous
    Ale