in Vivere altrove

Il tempo libero è come l’elettricità

«È credenza comune pensare che la felicità dipenda dal tempo libero». Lo diceva Aristotele. Sarà forse perché il tempo libero è come l’elettricità, che ti accorgi quanto vale quando non ce l’hai più ed è ormai troppo tardi.

In principio era la settimana. Poi è arrivato il week-end. La rivista inglese «Notesand queries» è stata la prima ad impiegare la parola nel 1879. In un universo nominalista, questo sancisce come minimo la nascita di un comportamento. Un imprenditore concesse il sabato e la domenica di vacanza nel 1926: il suo nome era Henry Ford, produceva automobili ed aveva capito che le avrebbe vendute solo se offriva agli acquirenti il tempo di usarle. I produttori della nascente industria cinematografica verificarono gli incassi di un sabato non lavorativo e si unirono alla lotta. L’ondata si propagò. Il trattino cadde e s’impose la struttura binaria: 5-2. Cinque: week, Due: end. La felicità aristotelica. Non libertà, certo, ma, almeno, tempo libero. Lo spiegava in un libro geniale, il professor Witold Rybczynski, origini polacche, natali inglesi, una cattedra in Pennsylvania, smascherando la naturalezza della settimana, che esiste perché sì, e rivelando quel che già sappiamo: che ce la siamo conquistata.

Interessante a questo proposito notare che in Israele e in Giappone manca una parola che significhi «tempo libero ». Non è un caso se nel Paese del Sol Levante di giorni di vacanze, weekend esclusi, ne hanno a disposizione solo nove all’anno. La patria di Ford ne concede in media quattordici, che nessuno, però, osa prendersi per intero. Sarà forse perché adesso si va in macchina a lavorare?

Come al solito giocare con i numeri su scala planetaria apre scenari inattesi: i francesi avranno pure votato Sarkozy come presidente, ma godono in media di 34 giorni e mezzo di vacanze l’anno, e si pongono al vertice della piramide mondiale dei vacanzieri seguiti solo dagli spagnoli, con 28,5 e dai danesi, che ne hanno 26,5, come gli italiani. Numeri per numeri eccone altri due: negli Emirati la maternità dura 45 giorni. In Svezia 480.

Pubblicato su “La Stampa” il 15/4/2011.

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Commento

  1. Certo che 480 giorni di maternità sono un po’ tanti se obbligatori!