in Vivere altrove

Tornare in Africa

Perché eravamo stremati e un po’ perduti. Perché spezzare l’inverno con una parentesi marina ti salva da mille malanni, dicono. Ma poi, chi lo sa se è solo una magnifica scusa per non sentirsi troppo in colpa. Perché è stata un’occasione, e non è che di occasioni ne capitino proprio in continuazione. Perché dei cari amici ci hanno organizzato praticamente tutto (e questo aiuta parecchio quando si vuole cambiare continente per meno di dieci giorni e si è stremati e un po’ perduti). Perché l’idea di camminare scalzi il quattro di gennaio suonava come qualcosa di assolutamente inebriante.

Perché della barriera corallina avevi sempre e solo sentito parlare da Piero Angela e vederla per la prima volta dal vivo ti ha fatto aggiungere dei colori all’arcobaleno.

Perché la zanzariera rimboccata sotto il materasso è una delle tante cose di cui ci si dimentica troppo in fretta. Perché di donne che coltivano le alghe in mare come fossero filari di viti, raccogliendole e facendole seccare sulla spiaggia prima di venderle ai cinesi per farne creme di bellezza, non ne avevi ancora mai incontrate.

Perché erano almeno cinque anni che volevi tornarci, in Africa. E il semplice fatto di correre su una spiaggia bianca, ascoltare il vento che scuote le palme, contare le buche sulle strade di terra rossa, incrociare, con lo sguardo, biciclette sbucate dal nulla, capanne di fango e paglia, pozzi improvvisati e scuole senza porte, ti ha aiutato a ricordarti chi eri e chi sei ancora e chi vuoi essere. Perché il mare, che prima c’è e poi non c’è più fino alla fine dell’orizzonte, e poi torna solo per scomparire di nuovo, è come ascoltare il battito, lento e incalzante, di un cuore. E a volte, ricordarsi com’è il ritmo antico della vita aiuta a ritrovarsi.

Siamo stati a Zanzibar. Non l’abbiamo propriamente visitata, no. Ma ci è entrata sotto la pelle e tanto è bastato per ricominciare a sentirsi vivi.

Pubblicato su “La Stampa” il 27/1/2012.

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Commento

  1. Meraviglia e invidia mi scuotono. Soprattutto oggi che a Torino (era anche ora, sì, lo so) nevica. ARGH!

  2. Si, è vero, ero curiosa di leggere il pezzo su Zanzibar. Ma questo è così delicato e poetico e meraviglioso, che mi sento ancora più fortunata ad aver vissuto la magia con voi.. 🙂

  3. @Jenny
    sai bene che in quela parte di mondo la musica che hai dentro te la tirano fuori!

    @Elisa
    …E’ stato un privilegio far parte, anche solo per 7 gg, della Rosso Family 🙂

  4. Grazie,anche a tuo marito,è bello leggervi, Diventare parte (in modo frammentario e tematico) di ciò che scrivete della vostra vita e del vostro Essere; che dire,senza esagerare?
    E’ BELLO sapere che ci siete!
    🙂 Ancora Grazie ! 🙂