in Vivere altrove

Furto, signora, mi dia retta, che se è un furto è tutto più facile

Sei italiana, vivi in Francia e lavori in Svizzera. Ad aumentare la complessità dell’ algoritmo che è la tua vita ci pensa, talvolta, giusto per darsi delle arie, il caso, o, a seconda dei punti di vista, il caos.

Dunque: sei italiana, vivi in Francia, lavori in Svizzera, e perdi la patente. Quando lo riveli al «Poste de Police» di Ginevra, prima ti ridono in faccia increduli (Sei…? Vivi…? Lavori…? Hai perso…?) poi, come fosse un riflesso condizionato, chiamano l’Ufficio Oggetti Smarriti. Tipico degli Svizzeri ipotizzare, come prima eventualità nello spettro del possibile, che un oggetto smarrito sia stato a) ritrovato b) diligentemente riportato all’Ufficio Oggetti Smarriti. Svizzera o non Svizzera, il tentativo si rivela vano e le poliziotte ginevrine ti suggeriscono di provare altrove. Il Consolato, ad esempio.

Il tuo Consolato di riferimento, vivendo in Francia, è a Lione, ed è lì che scopri che: sì, puoi chiedere un duplicato della patente; no, non al Consolato di Lione; no, non in Svizzera, cosa c’entra la Svizzera, lei è italiana; no, neanche in Francia, che lei non l’ha registrata la patente in questura, vero? Ecco. Dunque il duplicato lo deve richiedere direttamente ai Carabinieri di Torino, mentre fa la denuncia per il furto. Furto? ti azzardi ad interrompere il flusso di coscienza del centralino. Furto, signora, mi dia retta, che se è un furto è tutto più facile. Provi allora la «mossa del vecchietto ». Ovvero,chiami tuopadre e lo spedisci dai Carabinieri di via Campana a chiedere,con aria pietosa, se puòrichiedere lui il duplicato a tuo nome tramite una delega. Figuriamoci.Mai avuto fortuna con le autorità, tuo padre.

Ti toccherà rientrare in Italia. Tanto vale fartene una ragione. Nel frattempo ti serve un qualche tipo di certificato sostitutivo.Non resta che richiederlo alla Gendarmerie francese, dove prima ti ridono in faccia increduli (Sei…? Vivi…? Lavori…? Ti hanno rubato…? Dove…? Sicura di non averla persa piuttosto…?), poi redigono un foglio valido per 2 mesi. Ottimo. Non fosse che si sono dimenticati il (tuo) passaporto nella (loro) fotocopiatrice per una settimana…

Pubblicato su “La Stampa” il 15/6/2012.

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Commento

  1. Sarò a breve nella medesima situazione:italiano,residente in Francia,impiegato in Svizzera.
    Dopo aver letto il tuo racconto ho deciso di cucirmi la patente sull’avambraccio.

  2. “Mai avuto fortuna con le autorità, tuo padre” è geniale! baci da Venezia