in Vivere altrove

Annusare il mondo

E’ un periodo di occhi chiusi. Quando hai gli occhi chiusi, senti con il naso. Gli odori ti guidano, ti distraggono, ti invadono, ti perdono. Entrano nelle narici più intensi della luce, si attaccano alla gola e scendono fin giù nella pancia.

La vecchia Lione sa di ciottoli bagnati, di vapori di cucina, di salumi, di seta, di lana infeltrita e di tramontana. Ha l’odore di un passato importante, di polvere sulle cose e porte chiuse e fumetti nuovi di zecca. Di palazzi diritti, di pietra fredda e di piazze eleganti, di nuvole e fiumi in piena, di burro spalmato sul pane caldo e burattini dipinti a mano.

Ginevra, invece, sa di acqua dolce e formaggio, di libri aperti e musica da camera suonata nel cortile del municipio, di lenzuola bianche appena lavate e fiori alle finestre e vino caldo anche d’estate e banconote usate e legna bruciata nel caminetto.

L’India sa di cardamono, curcuma e cannella, di olio di cocco, verdure cotte, e banane fritte. Sa di marcio e di sangue, di yogurt e tubi di scappamento, di petali di fiore e fango, di bagni pubblici e sudore e spazzatura cotta al sole.

Il Mozambico sa di argilla e di scatole di legno, di mare increspato e pollo arrostito, di mango maturo, papaie e tappi della coca-cola alle caviglie. Sa di acacie e tamburi e whiskey venduto in bustine, di carbone e noci di caju. Ha l’odore delle gomme delle biciclette e delle candele che si consumano nella notte, delle palme e della birra gelata.

Il Lesotho sa di cavalli e di ruggine, di prati bagnati, di cascate e di stivali di plastica, di ranuncoli e di scatole di latta.

È un periodo di occhi chiusi, in cui gli odori sono come stati d’animo e gli stati d’animo rincorrono paesaggi recenti e passati, per trovarci rifugio. In fondo è bello viaggiare negli odori del mondo come fossero bussole. Elencarne gli ingredienti è come scrivere un racconto senza usare le dita. E io vorrei fare come i cani, che sanno di essere vivi perché annusano il mondo in un respiro.

Pubblicato su “La Stampa”, 7 giugno 2013

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