in Vivere altrove

Langhe e pomodori gialli

Amap significa «Association pour le mantien d’une agriculture paysanne». Da oltre un anno, insieme ad alcuni amici, abbiamo deciso di tenere alto l’onore dei numerosi Carlin Petrin d’Oltralpe e ci siamo iscritti all’Amap di Crozet. Siamo membri di un cosiddetto «binomio», che vuol dire che ogni martedì, alle sei e mezza, recuperiamo un cesto enorme di verdura prodotta esclusivamente da agricoltori della zona e ce lo dividiamo tra due famiglie. Non è particolarmente economico – sostenere il piccolo agricoltore costa – e neanche particolarmente comodo – il produttore non va al consumatore, ma è piuttosto vero il contrario. Inoltre, dato che il clima è quello che è, ci ritroviamo a mangiare porri, patate e cavoli-rapa per circa cinque mesi l’anno. Salvo poi, ad agosto, essere costretti ad inventarci menù in cui anche il dolce è a base di pomodori. Ad agosto Amap diventa sinonimo di «Ancora maledetti pomodori».

Al di là del discorso piccola distribuzione sì, grande distribuzione no, credo che aderire ad un’associazione di questo tipo sia stato per me, più che altro, un modo di riappropriarmi (o dovrei dire appropriarmi) del territorio. La zona alla periferia di Ginevra dove abito, superata di pochi chilometri la frontiera con la Francia, è un’area di aperta campagna. Sui campi coltivati a intervalli regolari, ci sono le mucche che pascolano, le pecore, i cavalli, gli asini, le oche, le galline e persino i bisonti. Il famoso «ritmo delle stagioni» studiato sui banchi della Silvio Pellico e vissuto dal vivo solo quando i miei genitori mi portavano a vendemmiare in Langa a settembre, qui acquista un senso nuovo, fatto di colori vivi, rumori regolari e odori intensi (e non sempre piacevoli). Cercare di interagire con la micro-economia locale, che definisce in modo così inequivocabilmente tangibile il paesaggio che mi sta intorno, mi è venuto naturale. Ho scoperto che esistono le carote nere, l’aglio dell’Orso e una cosa che si chiama salsifi. Oltreché, naturalmente, i pomodori gialli.

Pubblicato su “La Stampa”, 11 Ottobre 2913.

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