in Vivere altrove

In ordine di ostilità

Max Fisher, un reporter del Washington Post ha recentemente scovato, seppelliti a pagina 455 del nuovo rapporto del World Economic Forum sul turismo globale, alcuni numeri interessanti, che dipingono una sorprendente mappa dell’atteggiamento verso i visitatori stranieri in centoquaranta Paesi del mondo. La mappa che ne viene fuori, suggerisce Fisher, potrebbe in qualche modo indicare l’apertura di una società allo straniero, in genere. In base al rapporto e alla mappa (che trovate qui), i tre paesi più accoglienti sono Islanda, Nuova Zelanda e Marocco. Risultano alti in classifica anche Portogallo, Irlanda e Canada, seguiti da Tailandia, Emirati Arabi Uniti, Malta, Belgio e, per qualche ragione, larghe regioni dell’Africa occidentale, compresi il Mali e il Burkina Faso. I tre paesi meno ospitali sono invece, in ordine di ostilità, Bolivia, Venezuela e Russia. In basso alla classifica, alcuni stati un po’ turbolenti come Iran, Pakistan e Arabia Saudita, l’Est Europeo, Cina e Corea del Sud.

La lista fa riflettere e sorprende perché non sembra esistere una singola variabile cui ricondurre l’atteggiamento di ostilità o di apertura, verso il turista straniero. Non la ricchezza del paese, non il numero reale di visitatori. Non il livello di nazionalismo. Lo Yemen è più aperto ed accogliente della Svezia e del Belgio, la Danimarca meno dei paesi a lei confinanti. Gli Stati Uniti sono al 102 esimo posto su 140. L’Italia al 79esimo, seguita da Francia e Giamaica, ma preceduta da Taiwan, Uruguay e Brunei e, tra gli altri stati dell’Europa Occidentale, da Norvegia (59), Spagna (57), Inghilterra (55). La Svizzera, il paese che mi ospita e mi da lavoro, occupa un alquanto dignitoso 23esimo posto, ma pensare che prima vengono il Libano e il Rwanda un po’ confonde.

Pubblicato su La Stampa il 27 Settembre 2013.

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