in Vivere altrove

Tempo relativo

Liste. A quanto pare sono diventate il nuovo imperativo categorico e in pochi, pochissimi, si sottraggono alla smania tassonomica di compilarne una. I libri più significativi, i film mai dimenticati, i fiori più profumati, le ricette meglio riuscite, le piscine più profonde, i grattacieli più alti. La rivista di climatologica americana «Weatherwise» ne ha creata una dedicata ai dieci posti peggiori in cui vivere, meteorologicamente parlando. La lista, – ad ammetterlo sono gli autori stessi – è arbitraria e sommariamente antropocentrica, ma in questo autunno di piogge e allagamenti, ha se non altro il pregio di aiutare a relativizzare. Un po’.

Il villaggio di Oymyakon in Antartica, con i suoi 500 abitanti, contende al siberiano Verkhoyansk, il palma res di “Polo Nord del freddo”’, avendo registrato – 67,7 gradi Celsius il 6 febbraio 1933 e scendendo regolarmente, tra dicembre e febbraio, a meno 45. L’isola norvegese di Buvet è invece la più remota e inospitale isola del mondo: meno di 50 metri quadri sperduti nell’Oceano Atlantico e ricoperti di ghiaccio ogni giorno dell’anno, senza eccezione. L’erg sahariano, tra tempeste di sabbia, mancanza di acqua e un’escursione termica che passa in poche ore da 0 a 40 gradi è in assoluto uno dei posti più pericolosi per l’essere umano, e si guadagna un ottavo posto sulla scala della sgradevolezza climatica, preceduto dai venti furiosi della Patagonia. Il luogo più caldo della terra è invece Dasht-e Lut, in persiano «deserto del vuoto», nell’Iran centro-orientale: la superficie della terra nel 2005 ha sfiorato i 70 gradi. I ricercatori che lavorano a Summit Camp, una stazione scientifica nel bel mezzo della Groenlandia, a 3200 metri di altitudine, vivono nelle più estreme condizioni climatiche del pianeta. Quarto, terzo e secondo posto spettano alla regione del Karakorum, al confine tra Pakistan e Cina, alla costa Antartica, e ai monti Logan e Saint Elias in Canada e Alaska. A 1500 chilometri di distanza dal Polo Sud, la stazione russa di Vostok ha registrato la temperatura più bassa mai riscontrata sulla terra: ?89.2°, aggiudicandosi così il primo posto sulla lista.

Pubblicato su “La Stampa” il 17 Ottobre 2014.

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