in Vivere altrove

Una maglietta di cotone alle prese con l’economia globale

La storia inizia a Clarksdalein, in Mississippi, a bordo di una gigantesca raccoglitrice di cotone color verde marca John Deere e prosegue a 10 mila miglia di distanza, in Indonesia, in un impianto di filatura, dove immense balle di cotone provenienti dagli Stati Uniti, – ma anche dalla Grecia, da Brasile e dall’Australia – si ammassano su tre piani, profumando l’aria di terra e polvere, prima di essere trasformate in fili lunghissimi, secondo formule segrete quanto quella della Coca Cola.

Dalla modernissima fabbrica indonesiana da 35 milioni di dollari, che produce ogni giorno abbastanza filo da fare il giro del mondo 24 volte, si passa a Chittagong in Bangladesh, che è, ad oggi, il secondo produttore di indumenti al mondo dopo la Cina, grazie ad uno dei più bassi costi della manodopera del pianeta. Da una delle 4000 fabbriche tessili di Chittagong, per mare, tramite una nave porta container, si arriva al porto di Miami per ripartire, infine, alla volta di Nairobi in Kenya (…)

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